Geek, nerd e collezionismo sono tre parole che ormai da un po’ di tempo vanno di pari passo. Si tratta di tre mondi che possono essere presi separatamente ma che in realtà coesistono in un’unica “entità”, un qualcosa che lega persone, argomenti ed oggetti, più o meno rari.




Solitamente ci si addentra in questo mondo dopo essersi appassionati di un film, di un universo fantastico, di un fumetto o di qualsiasi altra cosa che invade e tocca la nostra fantasia; una passione che diventa voglia di scoprire sempre di più e di riuscire a trovare un qualcosa da avere che la rappresenti. Seguendo questa strada si sfocia, in alcune occasioni, nell’acquisto di oggetti che visti da fuori sembrano fuffa ma, in realtà, per noi sono motivo di felicità e, in alcune occasioni, di orgoglio.

Cos’è il collezionismo

Il collezionismo è una brutta bestia: ti prende, inizi con il primo pezzo, due, tre, papà mi presti i soldi, la finanziaria, il mutuo. Inizi a cercare su ogni lido ed in certe occasioni rosichi… cavolo se rosichi… “quella cosa la voglio a tutti i costi!”

Personalmente il collezionismo vero e proprio mi è entrato nel sangue un po’ di anni fa, non ho un tema preciso ma mi piacciono molte cose e questo rende il tutto molto più difficile e dispendioso. Ho iniziato da piccolo con qualche fumetto e videogioco, con la serie di Final Fantasy che per una questione affettiva ormai colleziono da sempre in edizione prima stampa (qualcuno purtroppo ancora mi manca, sigh).

Una volta “fatto grande” sono passato a collezionare le Collector’s Edition videoludiche, quelle edizioni che si preordinano e che al loro interno hanno gadget e artbook. Queste edizioni sono rare… rare? Davvero?

Eh già, forse quelle di un tempo erano davvero rare, ma da qualche anno ho smesso di acquistarle proprio per questo motivo; ero entrato in un vortice dove pur di averle le compravo tutte e poi, a distanza di un paio di mesi, le trovavo a prezzo discount negli stessi negozi in cui l’avevo acquistata al Day One con il sorriso di chi ancora non sapeva che in realtà non aveva acquistato una rarità, o meglio, lo sapeva ma il suo cervello, in quel momento, non ci stava pensando.

Perchè diciamolo, a noi collezionisti la tiratura ci fa gola; va bene il gadget “mamma guarda che figata con questo posso andare anche io fuori dal Vault” o il librone che ci fa conoscere tante curiosità sul nostro nuovo acquisto, ma sapere che quel determinato pezzo ce l’abbiamo noi ed un altro tot di persone nel mondo ci fa godere forte! Ne sono un esempio le collezioni di fumetti che comprendono le edizioni limitate e variant cover in tiratura limitata, oppure quelle di carte, come le collezioni di carte di pokemon, le cui carte più vecchie sono ormai divenute rarità costosissime e rarissime.

Purtroppo, però, seguire passo passo tutto quello che viene messo in vendita è davvero ostico, sia per una questione di spesa che, ad un certo punto, non è per tutte le tasche, sia per una questione di quantità di gadget, memorabilia e tutto il resto che viene prodotto, che ormai tende praticamente ad infinito.

Da un po’ di tempo è scoppiata la Pop! mania che replica praticamente i personaggi di ogni mondo esistente in libri, serie TV e tanti altri ambiti; LEGO si è buttata anche su brand famosi come Star Wars per attirare sempre più pubblico ed è ora tra i marchi più forti al mondo. Strategie di mercato che attirano l’utente ma che fanno letteralmente impazzire i collezionisti, che si trovano spesso a dover combattere tra il portafogli e la voglia di avere ogni cosa esistente di un brand e di un argomento specifico.

Il futuro del collezionismo nerd

Ma tutto questo dove andrà a finire? Il collezionismo è destinato a reggere i ritmi attuali?

Ok, lasciamo un attimo da parte tutto ciò che è “gadget”, che può sempre generare interesse, e soffermiamoci sui prodotti video, digitali e cartacei. Fumetti, film e videogames: dagli ultimi anni a questa parte tutto sembra prendere una piega sempre più digital delivery.

Alcuni, soprattutto gli appartenenti alle nuove generazioni non abituate a quello che ci veniva proposto fino a qualche tempo fa, si definiscono collezionisti con le loro raccolte digitali di titoli videoludici o con le librerie di fumetti ebook ma, sinceramente, ogni volta che leggo o sento discorsi del genere mi si stampa in faccia un sorriso fastidioso.

Dov’è la caccia al pezzo raro, il sacrificio nell’acquistarlo, l’odore della carta del fumetto vinto ad un’asta o il *clack* della cover in plastica o in metallo che si chiude quando prendiamo il disco di gioco o il film del caso?

In questi ambiti, tutto ormai sembra votato più alla quantità che alla qualità dell’oggetto in termini di collezionismo: si fa la gara a chi ne ha di più, senza stare a considerare il valore simbolico che il nuovo acquisto va ad aggiungere alla collezione.

Il collezionismo digitale, quindi, è sicuramente una forma moderna per raccogliere quello che ci appassiona, ma non ha il fascino dell’avere le copie retail nelle nostre stanze. Entrando più nello specifico nell’ambito videoludico, forse il più colpito da questo cambiamento, il digital delivery è senza ombra di dubbio una comodità: non ci fa muovere da casa per andare nel negozio di fiducia e ci permette di contenere in un hard disk tutta la nostra passione.

Inoltre, alcuni giocatori si definiscono collezionisti di obiettivi o di Trofei, come quelli di PS4. A tal proposito vi consiglio di dare un’occhiata ad un ottimo sito che parla proprio delle guide ai trofei, un vero e proprio vanto fra i gamers di tutto il mondo. Tanto di cappello per chi vuole completare il gioco in tutte le sue parti, è cosa buona e giusta, e sfoggiare i propri risultati agli amici o in rete è sicuramente motivo di vanto, ma nonostante la rarità attribuita ad ogni trofeo con una percentuale (variabile in base a quanti nel mondo sono riusciti a raggiungere quel determinato obiettivo) ancora non ce la faccio a pensarla come una vera e propria collezione.

Insomma, dite quello che volete, “evolvetevi” nella next gen del collezionismo, ma sinceramente spero vivamente che mai prenderà completamente piede l’era del digitale. Finché mi sarà possibile continuerò a riempire librerie e scaffali con scatole che faranno imprecare chi condividerà con me le stanze in cui verranno posizionate, perché “occupano spazio”. Ebbene, quello spazio è occupato da passione, sacrificio e gioia: le scatole le vedete solo voi.

 

E tu quali collezioni nerd e geek segui? Che tipo di collezionista sei e come credi si stia evolvendo il collezionismo? Faccelo sapere qui sotto nei commenti!

Collezionismo nerd: qual è la direzione verso cui si sta andando?
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