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March Comes in Like a Lion: Recensione dell’anime

March Comes in Like a Lion: Recensione dell’anime

Oggi volevo parlarvi di un anime uscito nel 2016, ovvero March comes in like a lion ( 3 gatsu no raion in giapponese o, orribilmente, un marzo da leoni in italiano).

L’anime è tratto dal manga omonimo, in Italia edito da Planet Manga, ed è stato prodotto da Shaft. E’ disponibile sulla piattaforma di streaming VVVVID.La prima stagione è composta da 22 stagioni e la messa in onda della seconda stagione è prevista per questo ottobre.

Trama

Questo anime racconta in maniera poetica e malinconica la vita di  Rei Kiriyama, un giocatore di shogi professionista di diciassette anni.




Il suo passato travagliato lo hanno portato ad andarsene di casa e a vivere da solo, mantenendosi con i soldi vinti giocando e continuando a frequentare la scuola.

A portare un po’ di luce nella sua vita sono tre sorelle incontrate per caso, che lo hanno “adottato”, lo invitano sempre a mangiare e si assicurano che stia bene. La loro presenza e le loro attenzioni colmano quel vuoto che perseguita il protagonista, aiutandolo a spazzare via rimorsi e sensi di colpa.

Grazie a loro la vita di Rei inizia a cambiare, ma anche lui sembra maturare, sia come persona che come giocatore.

rei march comes in like a lion

Recensione

Cominciando dicendo che mi sono innamorata dell’atmosfera di questo anime. E’ tutto molto poetico, malinconico e silenzioso, proprio come Rei.

E’ una serie molto introspettiva, che fa poco rumore e ci fa concentrare su quei tristi momenti della vita che tutti noi, prima o poi, ci troviamo ad affrontare.

I temi trattati, a volte velatamente, sono la solitudine, la mancanza di affetti, la depressione, i rimorsi, i sensi di colpa e le troppe aspettative, assieme alla paura di deludere gli altri. Questi temi vengono rappresentati dal protagonista, dai giocatori che lo circondano e dalla sua famiglia, con cui ha un rapporto d’amore ed odio.

A contrastare questo grigiore abbiamo il migliore amico di Rei e le tre sorelle (Akari, Hinata e Momo) che portano con loro allegria, la voglia di andare avanti, migliorarsi e mettersi in gioco. Rappresentano l’amore, l’amicizia e il calore degli affetti e, nonostante le difficoltà che si trovano ad affrontare, sono d’ispirazione a Rei e riescono ad infondere speranza con le loro parole e i loro gesti.

La trama è lineare e si concentra sul presente e sulle influenze che il passato ha su di esso. Gli avvenimenti sono quasi banali e, se non fosse per l’attenzione che si da ai personaggi, questo anime sarebbe mediocre.

Non ci si focalizza solo sui protagonisti, ma su tutti i personaggi che compaiono nella serie. Per ognuno di loro viene fornito un background solido che li ha portati ad essere così in questo momento della storia. Il passato è un’ancora a cui aggrapparsi e da cui partire per evolversi, che sta alla base del comportamento dei personaggi e del loro rapportarsi alla vita e con le persone.

Questo rende facile immedesimarsi con essi, provare antipatia o simpatia per un personaggio piuttosto che un altro ma, soprattutto, riuscire a comprendere appieno le loro azioni.

Come dicevo, è un anime molto pacato, fatto di complementari. Anche comicità e dramma sono perfettamente bilanciati e si alternano con una leggerezza impressionante.

La grafica, personalmente, è molto bella. Non è perfetta o tipica, anzi. Spesso è sommaria e poco definita, altre volte invece è dettagliata e ben costruita, a seconda della situazione. I colori non sono pesanti o troppo accesi, ma variano dal pastello a colori opachi.

La sigla è molto orecchiabile e introduce molto bene l’anime, nonostante abbia sentito di meglio.

Posso dire con fermezza  che March comes in like a lion si è aggiudicato un secondo posto tra i miei anime preferiti.

Non gli manca nulla e non riesco a muovergli alcuna critica. Guardatelo. Tutto. E per chi l’ha visto… Attendiamo la seconda stagione con ansia.

March Comes in Like a Lion: Recensione dell’anime
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