Fra le tante serie TV orginali prodotte da Netflix, Tredici, in inglese 13 reasons why, è diventata una delle serie più conosciute e chiacchierate degli ultimi tempi, nonostante i temi difficili e profondi toccati.

In occasione dell’arrivo della seconda stagione abbiamo intervistato la bravissima Martina Felli, doppiatrice della protagonista della serie TV Tredici, Hannah Baker. La giovane, dopo aver doppiato la giovane protagonista americana, ha ricevuto centinaia e centinaia di contatti dai fan appassionati alla serie Netflix.

La doppiatrice si è dimostrata essere una ragazza davvero disponibile e gentile, con la quale è stato divertente poter scambiare due chiacchiere. Qui di seguito vi riportiamo l’intervista integrale dove si parlerà anche della seconda stagione di Tredici.

Intervista a Martina Felli, doppiatrice di 13 Reasons Why

G.F: “Ciao Martina, prima di parlare di Tredici, del suo successo e dei suoi sviluppi direi di partire con la protagonista di questa intervista: tu. Parlaci un pò di te” 

M.P: “Ciao Alvise e grazie di cuore a tutti per l’ospitalità! 🙂
Mi presento: mi chiamo Martina, sono toscana e faccio la doppiatrice professionista da quasi 7 anni nelle città di Milano, Torino e Roma. Adoro gli anime e i manga giapponesi, che sono uno dei motivi per cui ho sempre sognato di fare questo lavoro. Infatti, ogni volta in cui ho occasione di doppiarne uno, la bambina che è in me si esalta come non mai! 🙂 Per il resto, adoro ascoltare la musica, che è da sempre la mia fedele compagna di viaggio, scrivere storie e disegnare. Se mi ritrovo davanti un foglio bianco e una penna, non resisto all’impulso di scarabocchiarlo! 🙂

G.F: “Tredici è diventata una delle serie più famose e discusse degli ultimi anni. Da cosa credi dipenda il suo successo e quali sono i tuoi pareri in merito alla serie?”

M.P: “Secondo me, il successo di Tredici è dovuto principalmente al tema sul quale è incentrato – quello del bullismo, purtroppo tremendamente attuale – e al modo in cui è stato trattato, che, unitamente alla regia, alla scelta delle musiche, a parer mio azzeccata, e all’indiscutibile bravura degli attori, rende la serie molto appetibile.
Personalmente ho apprezzato due elementi in particolare: la ricorrenza del numero 13, generalmente ritenuto portasfortuna (ma non da me, essendo nata proprio il giorno 13!), e l’originale trovata di Hannah di servirsi di musicassette, che ricollego alla mia infanzia e che, purtroppo, le nuove generazioni non hanno fatto in tempo a conoscere. È stato bello vederle ritornare in auge, anche se solo simbolicamente.”

G.F: “Tu, Martina, sei la doppiatrice di Hannah, ma in quale dei personaggi ti rispecchi di più?”

M.P: “So che la mia sembrerà una risposta scontata, ma il personaggio in cui mi sono maggiormente rispecchiata è proprio Hannah, perché ho molto in comune con lei: anch’io sono stata vittima di bullismo alle superiori. Non ho mai subito violenze fisiche, ma psicologiche sì, e simili esperienze segnano profondamente chi ha un animo particolarmente sensibile, al punto che non riesci a dimenticarle, neppure volendo. Vivere le sue terribili esperienze, per certi versi è stato come ripercorrere le mie e ammetto che, a tratti, mi ha fatto un po’ male.”

G.F: “Centinaia di fan del film ti hanno cercata e contattata. Che effetto fa? Te lo saresti mai aspettata?”

M.P: “Sinceramente no! Quando ho saputo di aver vinto il provino per Hannah e ho iniziato a doppiarla, non avrei mai pensato che la serie sarebbe diventata un cult. Ho iniziato a realizzarlo notando le decine e decine di commenti che fioccavano giornalmente su Facebook e Twitter. La consapevolezza che così tante persone stessero ascoltando la mia voce mi ha galvanizzata, perché è la prima volta che mi capita di doppiare un prodotto con un seguito così ampio, ma allo stesso tempo mi ha anche paralizzata dal terrore. La mia più grande paura era di non essere stata all’altezza del ruolo, ma a questo proposito, contro ogni mia previsione, ho ricevuto e sto tuttora ricevendo complimenti meravigliosi. Tantissime persone mi hanno scritto dicendomi di essersi emozionati ascoltandomi in Tredici, altri ancora mi hanno addirittura resa partecipe delle loro vite, raccontandomi le loro esperienze personali. Tra me e molti dei fan che mi hanno cercata si è instaurato un legame, ed è una sensazione stupenda. Per me non esiste gratifica più grande.”

G.F: “Ti hanno mai riconosciuta per la voce?”

M.P: “Sì! Alcuni fan mi hanno detto di aver già sentito e riconosciuto la mia voce in altre serie tv o in alcuni videogiochi, e saperlo mi ha fatto tantissimo piacere.”

G.F: “Hannah Baker è un personaggio molto complesso e profondo, che ha vissuto esperienze terribili. Quanto è stato difficile doppiarla? Ne ha risentito il tuo stato emotivo?”

M.P: “Doppiare Hannah non è stato affatto semplice. Forse la parte più ostica è stata quella delle narrazioni fuori campo, ossia le cassette, perché, senza la possibilità di seguire espressioni facciali, c’era il rischio che venissero tutte allo stesso modo. A questo proposito, ringrazio di cuore il direttore del doppiaggio di Tredici, Federico Zanandrea, che mi ha pazientemente seguita per tutta la serie con un’attenzione e una cura particolari, instradandomi sempre nel modo giusto.
Tra le scene che mi hanno emotivamente segnata, annovero l’abbandono di Jessica e Alex, perché alle superiori ho vissuto un’esperienza molto simile, che ricordo tuttora come una delle più dolorose in tutta la mia vita.
Poi, sicuramente lo stupro subito da Bryce, che mi ha fatto provare una rabbia bruciante nei suoi confronti e una pena infinita per Hannah.
La cassetta dedicata a Clay è stata un colpo al cuore, in particolar modo la frase che Hannah gli rivolge, “perché non me l’hai detto quando ero ancora viva?”. Mentre la provavo in sala di registrazione, non sono riuscita a trattenere le lacrime.
Infine, il suicidio di Hannah è stato straziante. Pur trattandosi di una finzione, anch’io sono stata male insieme a lei. Ho percepito chiaramente tutta la sua disperazione e la sua solitudine e ho pensato che non fosse affatto giusto. Hannah doveva salvarsi.”

G.F: “Il mondo del doppiaggio è ai più sconosciuto, eppure molti giovani sognano un giorno di poter diventare, come te, doppiatori. Hai qualche consiglio da dargli?”

M.P: “Per prima cosa, è fondamentale costruirsi solide basi studiando dizione, fonetica e recitazione. È altrettanto importante farsi una cultura sul doppiaggio, ascoltando prodotti doppiati in epoche diverse, e provare a esercitarsi, non tanto per copiare quello che sentiamo fare da altri, perché ognuno deve avere la sua personalità, quanto per capire se si hanno i mezzi per riuscirci e in che modo farne uso. Infine, nel caso in cui chi sogna di fare questo mestiere stia valutando di iscriversi a un corso di doppiaggio, consiglio di sceglierne uno tenuto da doppiatori e/o direttori di doppiaggio qualificati e in attività. Purtroppo, tanti corsi di doppiaggio che proliferano in quasi tutta Italia sono solo specchietti per le allodole e, visto che sono tutti abbastanza costosi, credo sia meglio spendere i propri soldi a ragion veduta.

G.F: “Ultima domanda e poi ti lasciamo andare, promesso. Domanda pericolosa: pro o contro la seconda serie? Avresti preferito finisse tutto con la prima stagione o sei felice che prosegua? Cosa ti aspetti da questa seconda stagione e cosa vorresti vedere?”

M.P: “Sono sia pro che contro. Tredici è una serie a cui sono e sarò sempre legatissima, e non posso che essere felice al pensiero di poter ridoppiare Hannah Baker, ma al tempo stesso avrei preferito che non ci fosse un sequel. Ho paura che la seconda stagione non sia all’altezza della prima. Nel dubbio, ho deciso di non crearmi aspettative di nessun tipo. Staremo a vedere cosa succederà. Sono molto curiosa!

Non ci resta che salutare e ringraziare un’ultima volta la bravissima e talentuosa Martina Felli, che ci aspetta tutti su Netflix fra qualche mese, pronti ad ascoltarla nella seconda stagione di Tredici.

Tredici: intervista a Martina Felli, doppiatrice di Hannah Baker
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