HBO aveva confermato, il 4 maggio scorso, che ben quattro sceneggiatori erano al lavoro su altrettante possibili serie “spin off” ambientate nell’universo di Game of Thrones. La notizia, che fece in poco tempo il giro del mondo, suggerì la teoria che HBO avesse intenzione di strutturare una vera e propria cosmologia del mondo creato da George Martin, un po’ come avviene nei film Marvel, o come ha intrapreso Lucas con i suoi Star Wars (ora della Disney).

Lo stesso George R.R. Martin, ben dieci giorni dopo, non ha esitato ad intervenire con un post alquanto esaustivo nel suo blog, in cui chiarisce la situazione e svela interessanti dettagli sui suoi progetti futuri:

Si è vero. Più o meno. Anche se, come ormai è anche fin troppo comune in questi giorni, diverse distorsioni e misconoscenze si sono intrecciate, lungo la strada, alle notizie vere.

Per quello che vale, non mi piace particolarmente il termine “spinoff”, e non credo sia veramente applicabile a questi nuovi progetti. Quello di cui stiamo parlando sono nuove storie ambientate nell’universo secondario (per usare il termine di Tolkien) di Westeros e del mondo al di là, il mondo che ho creato per Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

A Martin il termine spinoff non piace proprio perché non è di quello ciò che si tratta, al riguardo infatti dice:

Ognuno dei concept in discussione è un prequel, piuttosto che un sequel. Alcuni potrebbero anche non essere ambientati a Westeros. Piuttosto che ‘spinoff’ o ‘prequel’, preferisco invece il termine ‘successor show’. È proprio così che io li sto chiamando.

Riguardo al suo coinvolgimento nei progetti, chiesto a gran voce dai fan, assicura di esservi coinvolto da mesi:

Ho avuto il mio primo incontro con HBO circa la possibilità di uno “show successore” in agosto, quando ho proposto loro due serie possibili. (Una di queste è tra i concetti sviluppati, l’altra non lo è). Nei mesi che seguirono, altri scrittori sono stati coinvolti e hanno lanciato altre idee. In ultima analisi HBO ha deciso di andare avanti con quattro progetti separati, i quali devono essere scritti da Max Borenstein, Jane Goldman, Brian Helgeland e Carly Wray.

In alcune relazioni è stato affermato che sto lavorando con due dei quattro scrittori. Non è proprio così. Ho effettivamente lavorato con tutti e quattro gli scrittori. Ognuno dei quattro mi ha visitato qui a Santa Fe, alcuni di loro più di una volta, e abbiamo passato intere giornate insieme a discutere le loro idee, la storia di Westeros e il mondo al di là, e i dettagli più diversi individuabili solo nel Mondo e nelle Terre del Ghiaccio e del Fuoco.

Ma vi è anche una novità riguardo al numero delle sceneggiature in fase di stesura:

Avevamo quattro sceneggiature in fase di sviluppo quando sono arrivato a Los Angeles la scorsa settimana, ma quando sono ripartito ve n’erano cinque. Abbiamo aggiunto un quinto scrittore ai quattro originali. No, non ne rivelerò il nome qui.

Benché queste entusiasmati notizie riguardo i lavori in corso della macchina Hollywoodiana su GoT lascino ben sperare, Martin, com’è nel suo pieno stile, non si lascia andare ad entusiasmi precoci:

Decenni di esperienza in televisione e film mi hanno insegnato che nulla è mai veramente certo… penso che è molto improbabile che avremo quattro (o cinque) serie. Almeno non immediatamente. Quello che abbiamo qui è un ordine per quattro – ora cinque – script pilota. Quanti episodi pilota saranno filmati, e quante serie sbocceranno da essi, resta da vedere.

WesterosIn conclusione, non potendo rivelare cosa trattano quei cinque script misteriosi, si concede di dire cosa non saranno, deludendo, con ogni evenienza, le speranze di qualche fan:

Non stiamo facendo la storia di Dunk & Egg. Alla fine, certo, mi piacerebbe, così come a molti di voi. Ma ho scritto e pubblicato solo tre novelle finora e sono almeno sette o otto o dieci quelle che voglio ancora scrivere. Sappiamo tutti quanto sono lento, e quanto velocemente uno spettacolo televisivo possa muoversi. Non voglio ripetere quello che è successo con Game of Thrones, dove la serie ha superato i libri. Quando arriverà il giorno in cui avrò finito di raccontare tutte le mie storie su Dunk & Egg, allora faremo uno spettacolo televisivo su di loro… ma fin ad allora vi è ancora un lungo cammino.

Oltre a ciò, viene anche annunciato che non verrà trattata nemmeno la ribellione di Robert Baratheon. Tutto ciò di importante che rimane da sapere al riguardo sarà infatti già noto quando A Song of Ice and Fire giungerà a conclusione. Secondo lo scrittore, perciò, trattare la ribellione in uno spinoff sarebbe troppo simile ad un “racconto doppio“.

In conclusione Martin ricapitola i progetti su cui è al lavoro, non senza una punta di divertimento:

Winds of Winter, cinque spettacoli successivi, Fire and Blood (questo è il GRRMarillion, ricordi?), quattro nuovi libri di Wild Cards, alcune cose che non posso dirti ancora… è una buona cosa che amo il mio lavoro.

Se non ne fossi follemente innamorato del tuo lavoro, caro George, non avresti certamente raggiunto queste vette.

Valar Morghulis!

Spin-off di Game of Thrones: ecco le parole di George Martin al riguardo
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