Guidare un drone, modellare in 3D o simulare un’operazione chirurgica interagendo con la realtà virtuale, oggi sdoganata dagli innumerevoli visori VR sul mercato, impartendo imput direttamente con le nostre mani. Sergio Cristoforaro, Danilo Campisi e Mauro Bettiol sono tre giovani italiani che, grazie alla collaborazione con la casa tedesca di abbigliamento sportivo Reusch, hanno dato vita a Capto Glove, una start-up che produce il primo controller wireless indossabile al mondo.

Tutto è nato dall’obbiettivo di fornire al medico un prodotto per monitorare i progressi di riabilitazione neuro-cognitiva di un paziente colpito da ictus, come ci racconta Campisi:

Nel 2011 uno dei nostri membri dovette aiutare il padre durante il ricovero per un infarto, e fu proprio lui il nostro primo “datore di lavoro”. Tastiere, mouse, touch screen sono tutti ottimi, ma iniziano a essere limitanti nel momento in cui il mondo che ci circonda inizia a diventare sempre più smart. Dobbiamo poter interagire più fluidamente, in maniera più naturale, e questo è il motivo per cui abbiamo dato vita a CaptoGlove

Come funziona Captoglove

Il guanto, grazie ai suoi sensori, permette al medico di attuare e tenere sotto controllo una terapia riabilitativa personalizzabile, senza che il paziente debba muoversi da casa, ricevendo i dati in tempo reale da lontano.

Il guanto segnala a chi lo utilizza se sta facendo progressi, gli indica la direzione da prendere, lo guida attraverso i movimenti e il sistema può essere personalizzato in base al tipo di trauma

ci spiega Bettiol, ma le applicazioni biomediche sono solo la punta dell’iceberg: CaptoGlove si vuole proporre anche come un vero e proprio controller per l’industria videoludica, tech e della realtà virtuale.

Il mondo dei videogames offre infinite possibilità e stimoli, questo è il motivo per cui lavoriamo con l’obbiettivo di portare l’iterazione con il mondo virtuale ad un livello successivo. Un controller ispirato allo stato dell’arte dell’ “Interaction Design”: la mano umana.

In questi termini si esprime Danilo Campisi al riguardo, e i fatti parlano chiaro.

CaptoGlove è plug and play, compatibile con tutti i titoli PC presenti sul mercato e con i sistemi iOS e Android. captoglove dettagliGarantisce dalle otto alle dieci ore di autonomia grazie alla connessione via Bluetooth Low Energy ed è sviluppato in Italia in collaborazione con Reusch, uno dei primi marchi al mondo per la produzione di abbigliamento sportivo. In questi termini si esprime Erich Weitzmann, CEO di Reusch Bolzano:

Quando siamo stati contattati dagli ideatori di CaptoGlove, abbiamo preso il progetto come una scommessa per migliorarci ulteriormente. E ciò si è rivelato effettivamente una scommessa: nei piccoli dettagli, nello sviluppo che ha necessitato di un tempo adeguato, ma adesso siamo felici della riuscita. Siamo soddisfatti del risultato, e siamo molto fieri di essere stati scelti per guidare questo progetto assieme.

Nessun altro elemento esterno, hardware o software, è necessario per il funzionamento di CaptoGlove: la start-up italiana fa della versatilità e immediatezza il suo cavallo di battaglia.

Ecco, dunque, che gli scenari di utilizzo sono potenzialmente infiniti: dalla guida di droni o robot di precisione, alla simulazione di interventi chirurgici, passando per la mera applicazione videoludica e la realtà virtuale, CaptoGlove promette di rendere le nostre mani i controller digitali che non abbiamo mai avuto.

captoglove prova

Con una campagna Kickstarter che ha superato con facilità la soglia dei 50 mila dollari richiesti, con più di 80 mila dollari raccolti, il guanto tecnologico verrà recapitato, in anteprima per i sostenitori della campagna, entro aprile. Per tutti gli altri sono aperti i preorder a questo link, con le spedizioni che avranno inizio a maggio.

E tu, quale credi sia l’applicazione ideale per un prodotto simile?

CaptoGlove: il primo controller wireless e indossabile è italiano
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