Il Drago Invisibile è l’ultimo remake in live action di Casa Disney, una pellicola che unisce fiaba e realtà per tessere una storia di amicizia e di coraggio dallo spinto intento ambientalista, in un film che racconta poco e male. Un film dagli ottimi intenti ma dai pessimi risultati, che delude in ogni suo aspetto se non nella realizzazione tecnica del Drago.

Il Drago Invisibile – La recensione

La pellicola, in lingua originale Pete’s Dragon, nasce come remake di Eliott Il Drago Invisibile (qui le 10 differenze con l’originale), un film del lontano 1977 (anno d’uscita di Guerre Stellari) diretto da Don Chaffey e prodotto con tecnica mista. Il film originale, infatti, vedeva Eliott animato dalle matite di due dei più grandi disegnatori Disney, ovvero Ken Anderson e Don Bluth, disegno oggi sostituito da un eccellente uso della CGI. La pellicola è uscita nelle sale il 10 Agosto 2016 ed è diretta da David Lowerye e basata sul racconto di S. S. Field e Seton I. Miller, esattamente come nella pellicola originale.

Trama

Il Drago Invisibile racconta la storia di Pete, un piccolo orfano interpretato da Oakes Fegley, che dopo aver perso i propri genitori in un incidente automobilistico viene salvato da Eliott, un peloso e dolce Drago Verde che si nasconde nella foresta da centinaia e centinaia di anni. La storia prende avvio quando la guardia forestale Grace, una brava e capace Bryce Dallas Howard, figlia dell’eccentrico anziano Mr. Meacham, interpretato dal premio Oscar Robert Redford, incontra nella foresta il giovane Pete, il quale leracconta che da anni vive nella foresta assieme al suo amico Eliott, un Drago. Grace viene così a contatto con le favole che suo padre si diverte a raccontare fin da quando era bambina, quelle di un enorme Drago che da anni vivrebbe nella Foresta, e decide così di indagare per scoprire le origini di Pete.elliot il drago

Recensione

La storia si sviluppa in maniera semplice, intuitiva e lineare, andando a ricalcare alcune delle pellicole cinematografiche più famose, con il risultato di creare un film mediocre, noioso e banale, che può essere apprezzato solo da un pubblico di giovanissimi. Risulta chiaro l’intento di ricreare una pellicola dai toni più maturi e profondi rispetto all’originale, che narri di un’incredibile amicizia e sviluppi temi come quello del coraggio, dell’accettazione e della tolleranza, il tutto immerso in un verde spirito ecologista, ma le buone intenzioni non sono sufficienti a dar vita ad un buon film.

 

Elliot il Drago è sicuramente l’elemento meglio riuscito dell’intero film, quantomeno per ciò che riguarda il risultato grafico. La tecnica CGI con cui è stato realizzato rasenta la perfezione e il Drago si fonde in maniera sublime con la realtà, ricreando scene di grande spettacolarità, come quelle dei voli. Guardando Eliott, però, non si può non vedervi in esso un chiaro riflesso di uno dei Draghi più famosi nella storia del Cinema, ovvero del Fortunadrago Felkor de La Storia Infinita.

fortunadrago FelkorIl film è comunque pensato per un pubblico infantile e per questo avviene la tipica denaturalizzazione della figura del Drago, essere intelligentissimo e potente, storpiato a creatura goffa e sufficientemente stupida, così da poter essere maggiormente apprezzata dal pubblico. Il rapporto di vera amicizia fra Pete e Elliot è sicuramente un altro elemento riuscito del film, come lo è la dolcezza e l’affettività del Drago, che si denotano dai lineamenti del volto e dalla dolcezza dello sguardo, capaci di esprimere al meglio le emozioni di Eliott.

La pecca è che il Drago è stupido: nei momenti di bisogno sembra essere incapace di sputare fuoco, volare, diventare invisibile o combattere, ma si limita a ricoprire di muco chi tenta di ucciderlo. Un’obbligata stupidità necessaria per condurre la trama ma che ad un occhio maturo risulta davvero fastidiosa e noiosa.

La recitazione è resa al meglio da ognuno degli attori del cast, tutti nomi affermati e conosciuti, sebbene i dialoghi siano spesso troppo sottotono.

La reatà è che questo è un bel film per un pubblico fino ai 12 anni, che vuole concedersi un’ora di disattento intrattenimento davanti ad una commedia-dramma fantasy con Draghi e immense foreste, ma che annoia e delude pesantemente chiunque si aspetti qualcosa da questa pellicola. Un film che appare una commistione mal riuscita fra Tarzan, Il libro della Giungla e King Kong, la cui unica nota positiva è data dalla realizzazione tecnica del Drago e degli effetti speciali.

Il Drago Invisibile è una pellicola che boccio principalmente a livello di regia e di sceneggiatura, mentre promuovo a pieni voti per la recitazione di tutti gli attori, anche i più piccoli ad oggi sconosciuti. Un Remake che era meglio lasciar perdere, o forse affidare ad un regista più avviato e competente.

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Il Drago Invisibile: un remake che era meglio non fare
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