Editore: Sergio Bonelli Editore

Soggetto e sceneggiatura: Claudio Chiaverotti

Disegni: Michele Rubini

Copertina: Giuseppe Camuncoli per la Variant Cover per il #LCG15  e Fabrizio De Tommaso per l’edizione da edicola

Colori: Studio Arancia

 

Inutile negare l’enorme Hype che questo primo albo aveva suscitato già alcune settimane prima dalla sua uscita ed è altrettanto inutile negare come, intorno a questo nuovo soggetto Bonellide, si siano raccolte le voci più discordanti. Tutti ne hanno parlato, chi con fare critico e polemico, chi invece carico di aspettative. Io, di mio, ho letto e seguito ogni news riguardante questo nuovo soggetto del grande Chiaverotti, del quale avevo già apprezzato molte sceneggiature per Dylan Dog, sempre tenendomi ad una certa distanza e astenendomi dal commentare o dal farmi troppo partecipe, per paura di offuscare la mia “oggettività” con aspettative esagerate o negative.

Per quanto Morgan Lost fosse certamente un albo che andava comprato e letto, ammetto che la meravigliosa variant cover per il #LCG15, disegnata da nientepopodimeno che Giuseppe Camuncoli, ha innalzato il mio interesse per questo albo in modo esponenziale ma, di questo, parleremo in seguito.

Andiamo quindi ad analizzare e commentare i principali elementi del primo volume di Morgan Lost:

 

  • Sceneggiatura: Ho un pò di paura a scrivere riguardo questo albo, perchè non vorrei utilizzare termini troppo stucchevoli e adulatori ma, fortunatamente, mi viene impossibile negare la qualità ottima di questa prima sceneggiatura, che è riuscita davvero a sorprendermi, incantarmi e, cosa forse più importante, interessarmi. Da sceneggiatore, o meglio, aspirante sceneggiatore, ritengo che Chiaverotti, come al suo solito, sia stato capace di tessere una storia in grado di interessare il lettore e di farlo immergere nel mondo del cacciatore di taglie Morgan Lost, con una narrazione nè troppo lenta nè eccessivamente veloce, ma che sa scandire con i giusti tempi e le giuste inquadrature i vari momenti narrativi. Essendo un primo volume, Chiaverotti aveva anche la necessità di raccontare parte delle origini di questo “eroe”, che poi eroe vedremo non essere, di far immergere il lettore nell’ambientazione  e di presentare alcuni fra i personaggi principali, senza risultare noioso o troppo lento, cosa che, a parer mio,  è riuscito a fare appieno.
  • Soggetto: Per parlare obbiettivamente del soggetto dovremmo aspettare l’uscita di qualche altro volume ed è rischioso dare subito un primo giudizio, per cui prendete pure con le pinze le mie parole. La trama, per quel che si è visto, è originale ed intrigante, quindi passa a pieni voti. L’ambientazione è uno dei punti che più ho apprezzato di questo fumetto; Mi piace come New Heliopolis sia una metropoli simil anni 50 in una realtà ucronistica alla nostra, dove Einstein è un semplice scrittore ed Hitler è stato ucciso da una spia nel 37, come mi piace l’idea di rendere la caccia ai criminali con quello che viene definito un “sexy show”, dove una presentatrice annuncia i nuovi criminali e la taglia che pende sulla loro testa. Non sono un grande appassionato di cultura ed arte egizia ma, devo ammettere, che questa ambientazione impregnata da elementi egizi è davvero suggestiva e, perchè no, esteticamente piacevole da vedere. Potrei continuare a lungo a parlare dell’ambientazione, poichè sono molti altri gli elementi che ho apprezzato, come lo sfondo un pò gotico, un pò pulp, che richiama anche Dylan Dog. Ho voluto tenere per ultimo proprio Lui, Morgan Lost, che dell’eroe bonelliano non ha assolutamente nulla ma, anzi, rappresenta il tipico antieroe. Morgan è forse l’elemento che più ho apprezzato in questo primo albo, indubbiamente per il suo essere una sorta di villain ma soprattutto per essere un personaggio all’apparenza duro e freddo, ma che in realtà nasconde in sè una natura estremamente umana e debole. Lo si vedrà tremare, lo si vedrà persino balbettare e venire divorato dal suo stesso rimorso. Ed è proprio questo ciò che cerco in un fumetto: un protagonista umano, che possa rendere il lettore ancora più partecipe del suo mondo.
  • Disegni: Sono obbligato a fare qui una piccola premessa e a confessarmi ignorante in questo ambito, che invece andrebbe approfondito con maggiore accuratezza e, soprattutto, esperienza. Di mio ammetto che Rubini sia stato davvero una piacevole sorpresa, non avendo mai letto niente di suo. Ammetto entusiasta che il disegno in questo albo mi ha davvero colpito ed era da molto che non leggevo un albo che sapesse esprimere con il disegno l’opportuna ambientazione e clima in maniera così precisa e coinvolgente. Quindi, in maniera del tutto ignorante in materia, ho apprezzato davvero tantissimo i disegni presenti in questa tavola, che si mescolano alla perfezione con il soggetto.
  • Copertina: Appena uscita in anteprima la copertina di Fabrizio De Tommaso ne rimasi subito colpito e la apprezzai di gusto, soprattutto perchè in grado di trasmettere già molte cose riguardo il “clima” che sarebbe aleggiato su Morgan Lost. Innegabile, però, quanto ritenga davvero ben fatta la variant cover per il Lucca comics&games 2015, ad opera di un incredibile Camuncoli che, ovviamente, seguo di gusto sulle sue testate marvel. Questa variant è davvero una bomba!
  • Colori: Per ultimo uno degli elementi probabilmente più intriganti e rilevanti di questa nuova creazione, ovvero questa colorazione  un pò alla Sin City, che Studio Arancia ha portato avanti in maniera magistrale, riuscendo a sposare in maniera perfetta disegno e colorazione in3 colori. L’idea di esprimere il daltonismo di Morgan Lost (ennesima “debolezza” del protagonista) attraverso questa colorazione in bianco, nero e rosso è stata davvero geniale ed ha innalzato notevolmente la qualità di questo volume. Non solo la presenza del rosso è da lodare in questa colorazione, ma anche l’ottimo uso delle scale di grigio, in grado di dar vita ad ambientazioni prima più minacciose e poi più noir.

Commento finale: In sintesi questo albo è stato in tutto e per tutto una delle letture migliori che abbia fatto nell’ultimo tempo e ne sono rimasto davvero piacevolmente sorpreso e incantato. Sono felice che il fumetto italiano sia in grado di produrre ancora soggetti di qualità come è stato in grado di fare Chiaverotti e, onestamente, bisognerebbe fare un plauso alla stessa Sergio Bonelli Editore che grazie a queste nuove testate e allo “svecchiamento”, passatemi il termine, di altre, sta davvero innalzando qualitativamente il fumetto italiano. Vorrei e potrei approfondire questa recensione, che in realtà è più un commento personalissimo, ma non voglio rischiare di finire in fastidiosi spoiler, poichè questo è un volume che va letto con massima cura, senza avere pregiudizi.

Non posso quindi che augurarvi buona lettura, perchè sono certo lo comprerete, e augurare agli autori di continuare su questa strada e puntare sempre più in alto!

Morgan Lost: l’uomo dell’ultima notte – recensione
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