Titolo originale: Interstellar
Regia: Christopher Nolan
Sceneggiatura: Christopher e Jonathan Nolan
Fotografia: Hoyte Van Hoytema
Scenografia: Nathan Crowley

La recensione di Interstellar

Ciao papà. Che gran figlio di puttana. Non ne ho mai registrato uno quando rispondevi perché ero furiosa che te ne fossi andato. E poi quando hai scelto il silenzio mi è sembrato di dover accettare quella tua decisione. Ma oggi è il mio compleanno ed è un compleanno speciale perché tu mi hai detto… tu mi hai detto che al tuo ritorno avremmo potuto avere la stessa età. E oggi ho gli anni che avevi tu quando sei partito. Quindi questo sarebbe un ottimo momento per tornare.

 

Con prepotenza, coraggio, ambizione e audacia, Nolan colpisce ancora una volta, stupendo e appassionando milioni di spettatori. Interstellar si pone come il nuovo capolavoro fantascientifico, che vince il confronto anche con Kubrik e il suo 2001 Odissea nello Spazio, presentandosi con un’originalità, una complicatezza e una profondità senza eguali.
Christopher Nolan, come ci aveva già abituato nei suoi precedenti lavori e soprattutto in Inception, riesce a creare una pellicola sorprendentemente efficace, intrigante e inquietante, nel quale la profondità dei temi e dei sentimenti che emergono appaiono quasi tangibili. L’ansia di un mondo che sta per finire, la responsabilità di salvare l’intera razza umana, i legami affettivi che trascendono lo spazio e il tempo, quel profondo senso di meraviglia e la disperata necessità di conoscenza, sono tutte emozioni che si sentono sulla propria pelle, grazie ad un film che riesce a farti immergere in esso.

La prima parte di Interstellar comincia con un ritmo ed una narrazione piuttosto lenti, che molti hanno criticato fin da principio, senza riuscire a comprenderne la vera ragione. Come in Moby Dick, Nolan ha voluto preparare il proprio pubblico ad un viaggio difficile ed intenso, dilatando il tempo per permettere la creazione di un legame con i personaggi e con il mondo  rappresentato nella pellicola. La lentezza introduttiva è  un meccanismo cinematografico, come lo è nella letteratura, che può piacere o meno, ma che Nolan utilizza magistralmente, riuscendo a creare una perfetta tensione continua e a far emergere i sentimenti e i caratteri dei personaggi.
Ma la bravura non risiede solo nelle abili mani di Nolan, ma anche nell’ottima recitazione, priva di qualsiasi errore e sbavatura, da parte di attori fenomenali, quali l’intenso Matthew McConaughey, la bellissima e bravissima Anne Hathaway e gli immancabili John Lithgow e Michael Caine. Recitazione resa impeccabile anche grazie ai dialoghi di Jonathan Nolan sempre molto intensi, curati e precisi, per quanto volte potessero apparire  fin troppo elaborati e complessi per una semplice conversazione.
Certo non possiamo dimenticarci della fotografia e della sceneggiatura, che in questo film giocano una parte fondamentale. Ambienti, luoghi e scene spettacolari che meritano di essere visti sul grande schermo, anche grazie a degli effetti speciali davvero curati.
La trama nel primo momento sembra piuttosto lineare e semplice, ma Nolan sa bene quando colpire, inserendo continui colpi di scena uno dietro l’altro, in un climax ascendente degno di lui che chiude in un finale che abbandona parte del “fantascientifico” per far posto ad un forte sentimentalismo, che cozza con la scientificità reale, o quantomeno probabile, ricercata dal regista nel resto del film,

Le citazioni, i richiami e le ispirazioni ad altri film sono molto evidenti: si distingue Uomini veri, unica ispirazione dichiarata dallo stesso Nolan, Inception, nel suo modo di raccontare in parallelo storie aventi persino spazio e tempo differenti fra loro e nel mantenere un continuo stato di tensione, e ovviamente il già citato 2001 Odissea nello Spazio, nei robot dell’equipaggio che assomigliano indubbiamente al monolite, nel metodo di ripresa delle astronavi e nell’uso del silenzio nello spazio, elemento che ho molto gradito. Sarebbe possibile riscontrate anche altri film, come la citazione di una frase che Yoda dice a Luke nell’“Impero colpisce ancora”, ma anche Donnye Darko, che per quanto si presenti come un film completamente diverso, già presentava le speculazioni intorno ai worm hole e alle distorsioni spazio-temporali, magistralmente riprese da Nolan.

Interstellar recensione: 9/10

Voto IMDb: 8.6/10

Salva

Interstellar: recensione della magica pellicola di Nolan
Valuta questo articolo