Titolo volume: Mai più, Ispettore Bloch
Numero: 338
personaggio ideato da: Tiziano Sclavi
a cura di: Roberto Recchioni
Soggetto e sceneggiatura di: Paola Barbato
Disegni: Bruno Brindisi
Copertina: Angelo Stano
Voto: 9,5/10

Dal ritiro di Sclavi, Dylan Dog sembra aver intrapreso una strada completamente nuova ed inesplorata, che permette ai lettori di respirare aria fresca, dopo un periodo fin troppo lungo di volumi ristagnanti. Con al comando Recchioni, infatti, il paterno Ispettore Bloch, figura immancabile fin dai primi volumi della serie, raggiunge finalmente la sua tanto agognata pensione; non vedremo più, quindi, l’Ispettore di Scotland Yard insultare il povero Jenkins ne imbottirsi di antiemetici per sopportare le macabre e riluttanti scene dei delitti. Ma no, la sua storia non finisce certamente qui, dopo 337 volumi dell’Indagatore.
Roberto Recchioni ci tiene fin da subito a sottolineare che questo volume non è certamente l’epilogo del buon vecchio Bloch, ma un semplice cambiamento dettato dall’amore per questo personaggio fondamentale. Bloch, in fondo, non è un personaggio di contorno ma il vertice di un triangolo perfetto che vede Dylan come suo apice e Groucho come contraltare. Con questo cambiamento, lo staff della Bonelli ha deciso di riportare l’Ispettore a rivestire un ruolo fondamentale nel fumetto e non più un mero strumento narrativo, come era ormai tristemente diventato. Una grande responsabilità per Recchioni, che trova il coraggio di correre un rischio non da poco, pur di far tornare vivo e importante il nostro amato ispettore.
Astuta e intelligente la scelta da parte dello staff di assegnare la sceneggiatura a Paola Barbato e i disegni a Bruno Brindisi, due dei capostipiti di Dylan Dog, che con i loro lavori hanno fatto la storia del fumetto Sclaviano. La Barbato, come ben potevamo aspettarci, dà vita ad un’ottima trama, strutturata fin nei minimi dettagli, ben congeniata e, nella sua semplicità, matura e intrigante. Su di lei ricadeva il rischio di rendere banale o scadente la meritata pensione dell’Ispettore, ma con una sceneggiatura magistrale, senza esagerazioni e senza sbavature, ha creato una delle sue storie migliori, che sicuramente rende onore a questo grande evento.
Sui disegni di Brindisi, invece, c’è ben poco da dire, visto il suo ottimo tratto, che riesce ad essere sia semplice che ricco, trasmettendo sempre i sentimenti dei personaggi che crea.
Un elogio immancabile va sicuramente ad Angelo Stano, colui che disegnò il primo indimenticabile volume L’alba dei morti viventi, che, come scrive Recchioni, “si diverte ad omaggiare la storica illustrazione realizzata da John Romita Senior per Amazing -Spider-man 50

E voi cosa ne pensate? Avete gradito questo volume e questo cambiamento inaspettato?

“Mai più, Ispettore Bloch”: il nuovo volto di Bloch
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