Nome: Vittima degli Eventi
Scritto da: Luca Vecchi
Diretto da: Claudio Di Biagio
Produzione: operazione di crowdfunding in collaborazione con The jackal

Ben prima che “Il film del web”, come è stato soprannominato, uscisse, aleggiava su di esso un’aria di attesa e molte aspettative, non solo dai fan più accaniti di Dylan Dog, ma anche dal mondo del Tubo, che aspettava titubante il risultato di questa ardua impresa.
E ora, dopo aver visto il mediometraggio, posso dirlo con certezza: Luca Vecchi e Claudio Di Biagio hanno schiaffeggiato tutti quelli che non credevano alla buona riuscita di questo progetto, creando una pellicola dall’indiscutibile valore.

La recensione

“Vittima degli eventi” non ha nulla da condividere con l’aberrazione cinematografica dell’americano Kevin Munroe e i fan film precedenti, ridicoli e mal riusciti, ma si staglia come un ottimo e raffinato prodotto Italiano, nonostante il budjet davvero limitato.
Di Biagio, per quanto privo dell’esperienza dei registi professionisti, dirige il film con un suo stile personale che mette in risalto gli elementi fondamentali per immergersi nell’atmosfera dell’Indagatore: sottolinea la natura irrazionale e inquieta con le inquadrature oblique, si diletta con messe a fuoco e profondità di campo e riesce a dar vita ad una Roma gotica e misteriosa, che ben inquadra il nostro Dylan.
Non solo la regia di Di Biagio ha reso questo progetto un ottimo prodotto, ma ciò che ha sicuramente affascinato di più, sono state le sensazionali scenografie costruite alla perfezione, come l’appartamento di Dylan, il Bazar Safara e l’inquietante dimora della Signora Trelkowsky, che riportano in vita quei luoghi fondamentali per un buon film su Dylan Dog. Come se non bastasse, la meravigliosa fotografia, ad opera di Matteo Bruno, crea sequenze impeccabili e immerge l’atmosfera in una profondità di colori unica.

 
Una delle pecche di questo film è, invece, la recitazione, che vede un Dylan Dog, interpretato da Valerio Di Benedetto, troppo duro e ingessato e a volte inespressivo, che non riesce a trasmettere quella ricchezza e profondità di pensieri del vero Indagatore Sclaviano. Ma dall’altra parte, l’interpretazione magistrale di Groucho da parte di Luca Vecchi, solleva il livello medio di recitazione, con un ottima performance, per quanto a volte la sua comicità risulti esagerata anche per gli standard di groucho. Anche Milena Vukotic e Alessandro Haber si calano perfettamente nei loro ruoli, con una recitazione davvero buona, che fa emergere il carattere autorevole della Signora Trelkowsky e quello paterno e mite dell’Ispettore Bloch. Notevole anche la recitazione di Sara Lazzaro, che interpreta Adele, ovvero la cliente dell’Indagatore.

 
Altra piccola pecca è la qualità della trama, ancora distante dai volumi più famosi, profondi e inquietanti. Allo spessore e all’intreccio della trama, che risulta piuttosto piatta, vengono infatti preferiti altri elementi, come l’ambientazione e i momenti di comicità e di misteriosità. E’ invece da apprezzare il frequente ricorso all’uso della voce fuori campo, fedele agli innumerevoli balloon di pensiero del fumetto e anche i dialoghi ben pensati e le numerose citazioni immancabili nel linguaggio Sclaviano.

 
Questo progetto, quindi, non è certo privo di difetti e mancanze, ma ci troviamo davanti ad un mediometraggio notevole, girato con passione e impegno, che spicca indubbiamente nel web italiano per la sua qualità: un film di cui andare fieri.

Voto: 8/10

Recensione Vittima degli Eventi: Dylan Dog secondo Claudio Di Biagio
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