Anime: Hunter X Hunter
Mangaka: Yoshihiro Togashi
Episodio: 136
Titolo originale: Kikyo X To X Honmyo
Titolo italiano: Ritorno a casa X E X Vero nome

Dopo le ultime vicende, che hanno visto la commovente morte del Re Meruem, stretto fra le braccia di Komugi, Togashi è riuscito nuovamente a sorprendere i suoi fan, grazie ad un nuovo episodio pieno zeppo di scene commoventi e sorprendenti, che aprano la trama verso nuove strade.
L’episodio comincia con il narrare le vicende di Welfin e del suo nuovo insolito gruppo, formato dall’ex segretario di Stato Bizeff e dalla formichimera Hina, che si incontrano con Burovuda e Shidore, per poi allontanarsi da questi ultimi verso Meteora City, dove sperano di incontrare Gyro.
Da qui inizia l’avventura del duo Borovuda-Shidore, che si recano in un villaggio abitato della NGL, dove la gente che vi abita fugge appena li riconosce. E qui Togashi, con i suoi incredibili colpi di scena, riesce di nuovo a farci crollare in un mare di lacrime, con una scena davvero particolare e toccante. Qui, infatti, si scopre che Shidore non è altro che la piccola Reina, la sorella di Kurt (divenuto poi la formichimera Colt) e quando si presenta a sua madre, ella la riconosce subito come sua figlia e le si getta al collo con le lacrime agli occhi.

Ma, in fondo, non ci è più difficile pensare alle formichimere come semplici umani con un corpo diverso, grazie all’epilogo di Mereum che ne ha fatto risaltare proprio la sua essenza umana. E così, l’amore della madre risulta essere più grande di qualsiasi forza, e le permette di superare senza la minima esitazione l’insolita forma della figlia. Reina, da parte sua, crolla anch’essa in un mare di lacrime, sia per la felicità di aver reincontrato sua madre (nell’incredulità che ella sia riuscita davvero a riconoscerla) sia per i sensi di colpa di quel triste giorno, in cui lei e suo fratello morirono per mano delle formichimere. L’ennesimo episodio dell’accuratezza con il quale il maestro riesce a caratterizzare tutti i suoi personaggi, dandogli una profondità di pensiero unica.

La narrazione riprende nell’ospedale in cui sono ricoverati gli Hunter che hanno combattuto contro le Formichimere. Qui avviene una scena difficile da comprendere ma che, grazie ad una singola parola, è riuscita a farmi tremare e sognare. Si vede infatti Morau discutere al telefono con Colt nei riguardi di una bambina, il cui nome dovrebbe essere Reina, ma che si ostina con il volersi chiamare… KITE! All’udire quel nome, Morau lascia subito il telefono e corre gridando il nome di Killua, in preda alla trepidazione.
Cos’ha a che fare quella bambina con Kaito ancora nessuno lo sa, ma ci dona quella flebile speranza che ci fa sognare che in qualche modo quel fantastico personaggio non sia uscito di scena. Chissà, forse si rivedrà nei prossimi episodi, forse in qualche filler: la questione non cambia. Risentire il suo nome non può che farci tremare come bambini per l’emozione.

Ma sappiamo bene che quando Togashi decide di fare qualcosa, lo fa sempre nel migliore dei modi, è questo vale anche per la conclusione di questo episodio. Da quel che si comprende, infatti, Gon sembra essere destinato a morire e i dottori non riescono a comprendere in alcun modo come possa essere successa una cosa del genere ad un ragazzo. Nobu decide allora di chiamare degli specialisti in grado di aiutare Gon, ed è disposto a pagare tutto di sue spese, ritenendo che Gon sia un eroe e che vada trattato come tale.
E qui entra in gioco Killua, in preda ai pensieri più diversi. Da una parte avrebbe voluto che l’amico lo aspettasse, avrebbe voluto aiutarlo, avrebbe voluto combattere al suo fianco ma, dall’altra comprende i suoi comportamenti. Ma Killua non può accettarlo. Non può accettare che il suo unico vero amico muoia e, per questo, decide che sarà lui a salvarlo. Gli occhi profondi, intensi e pieni di volontà di Killua, sorprendono anche Nobu; ma noi sappiamo già, nel nostro cuore, che Killua lo salverà davvero.

Ciò che davvero non si comprende, è cosa stia succedendo a Gon. Quando infatti il dottore annuncia a knuckle e Nobu le condizioni critiche in cui riversa Gon, Nobu si ostina a voler chiamare gli specialisti, affermando che avrebbe coperto le spese per la ricostruzione dell’intero ospedale, se fosse stato necessario. Ma in che modo Gon o la sua guarigione potrebbe portare alla distruzione dell’intero complesso? Togashi ovviamente non lo svela, lasciando aleggiare un velo di misteriosità, che non fa altro che renderci ancora più impazienti.

Ma quando davvero crediamo che l’episodio sia finito, compare la registrazione di Netero, colui al quale si deve la morte del Re Meruem, in cui annuncia le elezioni per il nuovo presidente degli Hunter, in cui tutti dovranno partecipare. Compaiono così gli hunter più importanti, ovvero i Jyuushin (zodiac in inglese), i dodici Hunter scelti dallo stesso Netero e, fra questi, compare anche… Gin Freecss!
Vedere finalmente il padre di Gon, ci fa sperare tantissimo in un suo reale coinvolgimento nella trama, in cui, chissà, lo potremo vedere combattere o comparire al fianco di Gon.
Forse sono solo i sogni e i deliri di un appassionato, ma risentire il nome di Kite e rivedere il volto di Gin, tutto in una sola puntata, sono immagini che ti sconvolgono davvero e che ti fanno comprendere la qualità e la bellezza di questo anime.

 

Voto episodio:
10/10

Hunter X Hunter ep 136: “Salverò io Gon!”
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